Marina Pizzi
 

  

88.

Con una lezione di apostrofo ti bacio, calvario unto quanto un sedativo

89.

Nel quartiere più povero della città, il nonno è uso passeggiare con la merenda che poi scartava al giardinetto buttando la carta nel cestino insieme alla cartaccia che trova lungo i passi.

90.

In un solicello di basto si fa domenica

91.

La luna lo palpeggia come una verissima innamorata ancora non conquistata né stata

92.

Nell’orto c’è penuria di solchi, la lastra piatta della terra gli arreca torto

93.

Tra un domani e un andirivieni preferisco uno scoglio irraggiungibile

94.

Dalla caserma hanno ricavato un museo: e pensare che le sentinelle dalle garitte piansero, disperarono lacrime di piombo con neanche uno scoppio

95.

Partì a morte da un’osteria

96.

Le mani roride lasciano un’impronta per il giocattolo dell’aria

97.

Ottuagenaria la nascita fa la fila per morire

98.

Col tuo colpo d’ascia ho figliato un arcobaleno al teatro del più garbato amore

99.

I capelli li hai tagliati le unghie le hai tagliate eppure la rovina è ben lontana dall’arrendersi e la cerbiatta vigila le rimanenze del silenzio

100.

Sotto il balcone l’edicolante appende calamite non buone per notizie di ferro

101.

Le puntualità degli ultimi, di chi va alla mensa dei poveri o al guardaroba dell’usato con tutte le possibili e pessime esenzioni elargite dal comune

102.

Le bamboline di pezza nate dall’uncinetto fantastico di una donna qualsiasi in estro di picasso

103.

Il vento detestabile che strappa giù i nidi degli uccelli appena nati, il vento ha la bile invisibile come il peggiore dei serial killer

104.

Salva, te ne prego, un orafo che sappia piacere ai coralli che risistema in mare

105.

Un altro numero è andato e la lotteria è la vergine troia di regime senza giacergli accanto


Marina Pizzi è nata a Roma, dove vive, il 5-5-55. Ha pubblicato i libri di versi: "Il giornale dell'esule" (Crocetti 1986), "Gli angioli patrioti" (ivi 1988), "Acquerugiole" (ivi 1990), "Darsene il respiro" (Fondazione Corrente 1993), "La devozione di stare" (Anterem 1994), "Le arsure" (LietoColle 2004), "L'acciuga della sera i fuochi della tara" (Luca Pensa 2006); [raccolte inedite in carta, complete e incomplete, rintracciabili sul Web: "La passione della fine", "Intimità delle lontananze", "Dissesti per il tramonto", "Una camera di conforto", "Sconforti di consorte", "Brindisi e cipressi", "Sorprese del pane nero", "L’acciuga della sera i fuochi della tara", "La giostra della lingua il suolo d'algebra", "Staffetta irenica", "Il solicello del basto", "Sotto le ghiande delle querce", "Pecca di espianto", "Arsenici", "Rughe d'inserviente", "Un gerundio di venia", "Ricette del sottopiatto"; il poemetto "L'alba del penitenziario. Il penitenziario dell'alba"]; le plaquettes "L'impresario reo" (Tam Tam 1985) e "Un cartone per la notte" (edizione fuori commercio a cura di Fabrizio Mugnaini, 1998); "Le giostre del delta" (foglio fuori commercio a cura di Elio Grasso nella collezione “Sagittario” 2004). Suoi versi sono presenti in riviste, antologie e in alcuni siti web di poesia e letteratura. Ha vinto due premi di poesia. Si sono interessati al suo lavoro, tra gli altri, Asmar Moosavinia, Pier Vincenzo Mengaldo, Luca Canali, Gian Paolo Guerini, Valter Binaghi, Giuliano Gramigna, Paolo Aita, Biagio Cepollaro, Marco Giovenale, Massimo Sannelli, Francesco Marotta, Nicola Crocetti, Giovanni Monasteri, Fabrizio Centofanti, Franz Krauspenhaar, Danilo Romei, Nevio Gàmbula, Gabriella Musetti, Manuela Palchetti, Gianmario Lucini, Giacomo Cerrai, Elio Grasso, Luciano Pagano, Stefano Donno, Angelo Petrelli, Ivano Malcotti, Raffaele Piazza, Francesco Sasso, Mirella Floris, Paolo Fichera, Thomas Maria Croce, Giancarlo Baroni. Nel 2004 e nel 2005 la rivista di poesia on line “Vico Acitillo 124 – Poetry Wave” l’ha nominata poeta dell’anno. Marina Pizzi fa parte del comitato di redazione della rivista "Poesia". E' tra i redattori del blog collettivo "La poesia e lo spirito".

 

email: Marina Pizzi